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IL 'BONUS GIOVANI': I NUOVI INCENTIVI STRUTTURALI PER LE ASSUNZIONI.

Il 01.01.2018 è entrata in vigore la Legge di Bilancio (L. n. 205/2017), recante la disciplina del nuovo «Bonus Giovani».

La normativa (art. 1, co. 100 e ss.) introduce una nuova agevolazione contributiva di carattere strutturale (e, dunque, non limitata alle assunzioni effettuate in un predeterminato arco temporale), in favore di tutti i datori di lavoro del settore privato che provvederanno ad assumere (dal 01.01.2018) giovani con meno di 35 anni di età, ovvero meno di 30 anni per gli avviamenti al lavoro effettuati dal 01.01.2019.

La riduzione contributiva - che non riguarda i premi INAIL - ha una durata massima di 36 mesi ed abbatte del 50% gli oneri previdenziali a carico del datore di lavoro, entro il tetto massimo di €. 3.000,00 annui, mensilizzati ai fini del calcolo.

Deve trattarsi di assunzioni con contratto di lavoro a tutele crescenti di cui al d.lgs. n. 23/2015 e, pertanto, il beneficio può riguardare esclusivamente le qualifiche di operaio, impiegato e quadro (sono espressamente esclusi i dirigenti ed i lavoratori domestici).

Nelle ipotesi in cui il prestatore di lavoro - per la cui assunzione a tempo indeterminato è stato parzialmente fruito l’esonero in esame – sia nuovamente assunto a tempo indeterminato da altri datori di lavoro privati, il beneficio è riconosciuto agli stessi datori di lavoro per il periodo residuo utile alla piena fruizione, indipendentemente dall’età anagrafica del lavoratore alla data delle nuove assunzioni (art. 1, co. 103).

Condizione essenziale per il diritto all’incentivo è che il prestatore di lavoro, alla data della prima assunzione incentivata, non sia mai stato occupato, in precedenza, con un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro.

Fanno eccezione i rapporti di apprendistato – instaurati con altro datore di lavoro, diverso da quello che esegue la nuova assunzione – che non siano proseguiti con il mantenimento in servizio dell’interessato.

Per l’accesso al beneficio contributivo in parola, il datore di lavoro non deve avere effettuato – nella stessa unità produttiva e nei 6 mesi precedenti l’assunzione – licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi (art. 1, co. 104).

Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore assunto con l’agevolazione contributiva, o di un lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva ed inquadrato con la medesima qualifica del lavoratore assunto con l’esonero contributivo de quo, effettuato nei sei mesi successivi all’assunzione incentivata, comporta la revoca dell’esonero ed il recupero del beneficio già fruito (art. 1, co. 105).

Fatte salve le condizioni anzidette, per fruire dell’esonero occorre essere in regola con gli obblighi di contribuzione previdenziale e rispettare le norme fondamentali in materia di condizioni di lavoro e di assicurazione sociale obbligatoria, nonché applicare integralmente la parte economica e normativa degli accordi e contratti collettivi. Il beneficio è altresì soggetto ai principi generali delineati dall’art. 31 del d.lgs. n. 150/2015.

Pertanto, gli incentivi non spettano se:

  1. l’assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente stabilito da norme di legge o di contrattazione collettiva, anche nel caso in cui il lavoratore avente diritto all’assunzione viene utilizzato mediante contratto di somministrazione;
  2. l’assunzione viola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine, anche nel caso in cui, prima dell’utilizzo di un lavoratore mediante contratto di somministrazione, l’utilizzatore non abbia preventivamente offerto la riassunzione al lavoratore titolare del diritto di precedenza per essere stato precedentemente licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine;
  3. il datore di lavoro o l’utilizzatore di un contratto di somministrazione hanno in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in diverse unità produttive;
  4. con riferimento a quei lavoratori licenziati nei 6 mesi precedenti da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume o utilizza in somministrazione, ovvero risulta con quest’ultimo in rapporto di collegamento o controllo;
  5. con riferimento al contratto di somministrazione i benefici economici legati all’assunzione o alla trasformazione di un contratto di lavoro sono trasferiti in capo all’utilizzatore.

L’incentivo si applica, altresì, in caso di mantenimento in servizio di apprendisti professionalizzanti, sempre che il proseguimento del rapporto abbia inizio dopo il 31.12.2017 ed il lavoratore, al momento della stabilizzazione del rapporto, non abbia compiuto il 30esimo anno di età (art. 1, co. 106). In tal caso, l’esonero ha una durata massima di 12 mesi, decorrenti dal primo mese successivo a quello in cui scade il regime contributivo agevolato previsto dall’art. 47, co. 7 d.lgs. n. 81/2015 per il primo anno di prosecuzione del rapporto dopo il periodo di apprendistato; non trovano applicazione le disposizioni, sopra delineate, di cui all’art. 1, co. 103-104-105.

Nel rispetto delle condizioni generali di accesso, l’incentivo spetta anche per le trasformazioni a tempo indeterminato di contratti a termine: in questo caso, il requisito anagrafico previsto dalla norma deve essere posseduto al momento della conversione del rapporto (art. 1, co. 107).

Fermo restando il limite massimo di importo di €. 3.000,00 annui ed il requisito anagrafico, l’esonero contributivo è totale (e, dunque, pari all’ammontare complessivo dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi INAIL) per i datori di lavoro che assumano con contratto di lavoro subordinato a tutele crescenti, entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio: studenti che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la qualifica ed il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato di alta formazione; studenti che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro, attività di alternanza scuola-lavoro per almeno il 30% delle ore di alternanza previste dalla vigente normativa.

Avv. Paolo Borsani - Avv. Ilaria Borrelli