REATI TRIBUTARI E RESPONSABILITA’ DELL’AMMINISTRATORE

E’ certamente effetto anche dell’attuale crisi economica il moltiplicarsi dei processi penali per i cosiddetti reati tributari. Si tratta di una serie di figure criminose oggi disciplinate dal decreto legislativo numero 74 del 2000, il cui denominatore comune è costituito dall’evento sanzionato costituito per tutte dall’evasione delle imposizioni fiscali. Tuttavia, mentre talune figure sono connotate dall’adozione di veri e propri mezzi fraudolenti (emissione e uso di false fatture, occultamento e distruzione di documenti contabili) altre si configurano con il mero inadempimento dell’obbligazione tributaria. In particolare, rientrano in tale ultima categoria le fattispecie di cui agli articoli 10 bis e 10 ter che puniscono il mancato versamento, rispettivamente, delle ritenute certificate alla fonte sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti e dell’IVA. Le due predette figure di reato sono identiche quanto a trattamento punitivo: reclusione da sei mesi a due anni oltre ad una serie di pene accessorie tra cui l’interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche, quanto a momento consumativo: coincidente con il termine per la presentazione della dichiarazione annuale dei sostituti di imposta e quanto a soglia di punibilità: per importi evasi non superiori ad €.50.000,00 il fatto non costituisce reato ma mero illecito amministrativo. Anche se non è escluso il concorso di terzi soggetti, in entrambe le figure di reato la responsabilità penale nelle società ricade sull’amministratore. Quest’ultimo, secondo la giurisprudenza, non sarebbe esonerato da tale responsabilità nemmeno provando lo stato di crisi patrimoniale in cui versava l’impresa; tuttavia, due recenti sentenze del Tribunale di Milano hanno riconosciuto ricorrere una causa di forza maggiore esimente del reato nel caso di crisi dell’impresa causata dai mancati pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Alla condanna penale può seguire altresì la confisca dei beni personali dell’amministratore in proporzione dell’imposta evasa, ciò in virtù della legge numero 244 del 2007 che ha esteso ai reati tributari l’istituto della confisca per equivalente applicata alle ipotesi di corruzione, concussione, malversazione e peculato.

Avv. Andrea Noseda - Avv. Emanuel Di Carlo