RESPONSABILITA’ DELL’ACCOMPAGNATORE

Per molti le vacanze estive sono l’occasione per affrontare, al mare e in montagna, esperienze intraprendenti e di sperimentare le proprie capacità in ambiti e situazioni fuori dall’ordinario e in diversa misura rischiose: immersioni subacquee, escursioni in montagna, gite in canoa, scalate, uscite in barca, eccetera. E’ sempre consigliabile in tali contesti affidarsi alla esperienza e capacità di una persona dotata delle necessarie conoscenze: un accompagnatore per l’appunto, ovvero colui che, per professione, spirito di associazione, amicizia o cortesia, accetta di unirsi ad una o più persone per offrire loro protezione e collaborazione in misura alle proprie capacità, al fine di portare a termine un’esperienza sportiva o ricreativa. Quali sono però i doveri e le responsabilità assunte dall’accompagnatore? Secondo giurisprudenza e dottrina, con l’accettazione dell’offerta di accompagnamento si conclude un vero e proprio contratto atipico in virtù del quale l’accompagnatore assume un potere di direzione dell’accompagnato che si trova in un corrispettivo rapporto di subordinazione. In tal modo il soggetto che assume il ruolo di guida o di accompagnatore di un gruppo di persone accetta altresì di farsi carico di un dovere di protezione nei confronti dei componenti del gruppo. Insomma, colui che assume in concreto, per impegno negoziale anche tacito, la funzione di guida nello svolgimento di attività pericolose da parte di altri assume la titolarità di una posizione di garanzia, nei confronti dei beni che gli sono stati affidati, come appunto la vita e l'incolumità fisica delle persone da lui accompagnate, incapaci di provvedere da sole alla relativa tutela. Il rapporto giuridico e la correlata responsabilità sorgono solo qualora vi sia un affidamento del soggetto accompagnato, in base al quale l’accompagnato scelga di fare qualcosa che altrimenti non farebbe senza l’assistenza dell’accompagnatore. Il rapporto di accompagnamento presuppone insomma il consenso, sia espresso che tacito, e un sostanziale divario di capacità tecniche sul quale si fondi l’affidamento dell’accompagnato. Su tali presupposti il rapporto di accompagnamento, in caso di sinistro in cui venga coinvolto l’accompagnato, può essere fonte per l’accompagnatore, sotto il profilo civilistico, di responsabilità contrattuale o extracontrattuale; mentre, sotto il profilo penale, dall’evento dannoso che sia diretta conseguenza della condotta colposa dell’accompagnatore potrà scaturire la responsabilità di quest’ultimo per i reati di omicidio colposo o lesioni colpose. Tale responsabilità è comunque esclusa nei casi di eventi eccezionali ed imprevedibili dettati da caso fortuito o da forza maggiore, o nel caso di colpa imputabile esclusivamente all’accompagnato, sul quale comunque grava il dovere di seguire le indicazioni dell’accompagnatore e mantenere la diligenza minima richiesta dalla situazione concreta.

Avv. Andrea Noseda - Avv. Giuseppe Del Campo