FUGA DI IMPRESE IN TICINO (CH)

Già da tempo è in atto un fenomeno di migrazione delle aziende in italiane in svizzera. L’attuale crisi economica ha indubbiamente accentuato tale fenomeno. Diversi infatti sono i fattori che favoriscono la propensione degli imprenditori verso il territorio elevetico: una fiscalità al di sotto della media europea, la flessibilità a livello di legislazione sul lavoro, un’amministrazione meno burocratizzata e maggiormente efficiente, la modernità delle infrastrutture, una maggiore facilità di accesso al credito bancario. Al fine di attirare in Ticino aziende dall'estero, in particolare piccole e medie imprese, la Svizzera ha adottato una serie di iniziative economiche, quale quella rappresentata dal cosiddetto “pacchetto Copernico”. L’iniziativa racchiude una serie di strumenti, vantaggi e incentivi per le imprese, specie la legge per l’innovazione economica, in virtù della quale le aziende esistenti o di nuova costituzione con stabilimenti d'impresa nel Cantone, che rispettino le condizioni di salario e di lavoro usuali nell'impiego di manodopera, possono ottenere un contributo a fondo perduto sugli investimenti innovativi, agevolazioni fiscali per un periodo di cinque anni e, in caso di progetti di particolare rilevanza, fino a dieci anni, un contributo finanziario massimo del 40% dei costi di formazione per un periodo fino a 6 mesi e un contributo per la partecipazione a fiere specialistiche sino al 50% delle spese computabili per la fiere. Ma le più eclatanti differenze tra legislazione d’impresa italiana e svizzera attengono al profilo fiscale. Basti a tal proposito pensare che per l’imprenditore del Canton Ticino l'incidenza dell'imposizione fiscale comunale, cantonale e federale ordinaria (imposta sugli utili, imposta sul capitale, imposta di bollo, imposta di successione, ammortamenti accelerati) raggiunge oggi il 24% circa del reddito prodotto, contro il 40% dell'Italia. Le imprese che intendano insediarsi nel territorio ticinese potranno, poi, concordare con la Divisione delle contribuzioni dell'amministrazione cantonale una nuova base imponibile che tenga conto della singola situazione aziendale abbassando la tassazione effettiva anche a livelli molto bassi (minori del 15% circa). Anche sui costi del lavoro la differenza è notevole. Se infatti i salari in Svizzera sono più alti, il carico degli oneri sociali è comunque più basso: sullo stipendio lordo è pari al 15%, mentre in Italia raggiunge circa la metà. Sappiamo poi quanti siano in Italia gli ostacoli che l’imprenditore incontra nella costituzione dell’impresa e nello svolgimento delle pratiche burocratiche e amministrative necessarie allo svolgimento dell’attività. Ben diversa la situazione per l’imprenditore ticinese grazie anche all’istituzione dello sportello unico per le nuove aziende gestito dal Dipartimento delle finanze e dell'economia proprio allo scopo di assistere  gli imprenditori che decidano di insediarsi nel territorio in tutto l'iter amministrativo che è necessario compiere per l'ottenimento dei permessi e delle autorizzazioni richieste per divenire operativi. Da tale quadro non può che maturare un auspicio all’adozione di quelle necessarie riforme economiche, che assottigliando tali differenze, consentano di evitare le drammatiche conseguenze di una fuga di imprese italiane all’estero

Avv. Andrea Noseda - Avv. Giuseppe Del Campo