EQUITALIA: LA NOTIFICA DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO A MEZZO DEL SERVIZIO POSTALE

La cartella di pagamento è l'atto che l'agente della riscossione invia al contribuente, su incarico degli enti creditori (Agenzia delle Entrate per le somme da doversi riscuotere a mezzo ruolo, Inps, Comuni, ecc.), per il recupero delle somme da questi vantate verso il cittadino-contribuente. Poiché la mancata impugnazione della cartella di pagamento o il mancato versamento delle somme ivi indicate produrrebbe come grave conseguenza l’avvio dell’azione esecutiva per il recupero forzoso del credito, è fondamentale che il predetto atto pervenga nella sfera cognitiva del contribuente. Ciò avviene attraverso la procedura di notificazione disciplinata dagli articoli 26 del DPR 602/1973 e 60 del DPR 600/1973. Per l’importanza dell’argomento, tra le diverse modalità operative indicate dai citati articoli in questa sede ci occuperemo della notifica della cartella di pagamento a mezzo del servizio postale. Sino al 30.06.1999, l’art. 26 DPR 602/1973 prevedeva che “la notificazione può essere eseguita anche mediante invio, da parte dell’esattore, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento.” Con il D.Lgs. n. 46 del 26.02.1999, il legislatore è successivamente intervenuto cancellando dal citato articolo l’inciso “da parte dell’esattore”. A seguito di detta modifica, quindi, la notifica della cartella di pagamento oggi può essere eseguita a mezzo del servizio postale a condizione che a ciò provvedano esclusivamente gli altri soggetti espressamente indicati nell’articolo in esame (ufficiali della riscossione, soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge nonché messi comunali o agenti di polizia municipale previa eventuale convenzione tra comune e concessionario). Cosa accade allora se l’esattore, oggi concessionario della riscossione, notifica a mezzo posta la cartella di pagamento senza l’intermediazione dei soggetti abilitati? Secondo la giurisprudenza tributaria di merito, la notifica dovrà considerarsi giuridicamente inesistente (tamquam non esset: come se non esistesse) e non semplicemente nulla. La notificazione, quindi, sarà insuscettibile di sanatoria ex art.156 codice di procedura civile anche nell’ipotesi di eventuale impugnazione dell’atto da parte del contribuente. A favore delle suesposte tesi, si sono espresse nel tempo numerose sezioni delle commissioni tributarie regionali e provinciali (ad esempio, la CTP di Parma con la sentenza n.18/2013, la CTP di Roma con la sentenza n.247/2013, la CTP di Bari con la sentenza n.53/2011, la CTR di Milano con la sentenza n.80/2012). L’inesistenza giuridica della notificazione della cartella di pagamento, inoltre, potrà essere fatta valere anche nella successiva procedura esecutiva incardinata nei confronti del contribuente.

Avv. Andrea Noseda - Avv. Giuseppe Del Campo