CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI STRAORDINARIA

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Il nostro ordinamento prevede un sistema di ammortizzatori sociali, quali la Cassa integrazione guadagni (CIG) e l’assicurazione obbligatoria per la disoccupazione involontaria (DS), a tutela dei lavoratori colpiti da eventi che hanno inciso sulla loro capacità di guadagno. In particolare, la CIG può essere ordinaria (CIGO) se richiesta in presenza di eventi transitori che non mettono in dubbio la ripresa dell’attività, e straordinaria (CIGS) se richiesta per crisi aziendale, ristrutturazione, riorganizzazione, procedure concorsuali da imprese con più di 15 dipendenti. Quanto all’entità dell’indennità di integrazione, essa è pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le 0 e il limite dell’orario contrattuale, non oltre le 40 ore settimanali. La riforma Fornero (L.92/12) è intervenuta su questi istituti, da un lato, estendendo il beneficio della CIGS anche a settori e categorie finora tutelati solo in via provvisoria e, dall’altro, prevedendo la sostituzione graduale della DS con la nuova assicurazione sociale per l’impiego (ASPI). Quest’ultima erogherà, già dal 2013, sia prestazioni ordinarie che ridotte (mini-ASPI) e si applicherà a tutti i settori produttivi e a tutti i lavoratori subordinati, nonché agli apprenditi e soci di cooperativa che vantino un rapporto di lavoro subordinato. L’ASPI sostituirà, a partire dal 2017, anche l’indennità di mobilità corrisposta ai lavoratori a tempo indeterminato per i quali venga a cessare il rapporto di lavoro nell’ambito di un licenziamento collettivo o dopo un periodo di CIGS. La riforma Fornero prevede, infine, la definitiva soppressione nel 2017 dei trattamenti (in deroga) erogati sulla base di specifici accordi governativi, come la cassa integrazione in deroga.

 

 

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La riforma Fornero (L.92/12) ha modificato l’attuale sistema degli ammortizzatori sociali con il dichiarato intento di renderlo più efficiente, coerente ed equo. In particolare, dal 2016 non sarà più possibile ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria in caso di procedure concorsuali finalizzate alla cessazione dell’attività. Obbiettivo della riforma è impedire di procrastinare licenziamenti divenuti inevitabili. In via transitoria, però, l’art. 3 della L. 223/91, modificato dalla riforma, riconosce la concessione della CIGS ai dipendenti di aziende ammesse alle procedure concorsuali rispetto alle quali “sussistano prospettive di continuazione o di ripresa dell’attività e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione, da valutare in base a parametri oggettivi definiti con decreto del Ministro del Lavoro”. Tale norma è stata inizialmente interpretata nel senso che la CIGS presuppone una prognosi positiva circa la continuazione dell’attività, ricorrendo la CIG in deroga in caso di prognosi negativa. Tuttavia, il Decreto Ministeriale previsto dalla riforma non è stato ad oggi ancora emanato. La Regione Lombardia, che in materia gestisce risorse scarse, ha ritenuto di subordinare la concessione della CIG in deroga al formale rigetto della richiesta di CIGS. Pertanto, le aziende, per poter accedere alla CIG in deroga, sono obbligate a presentare richiesta di CIGS anche in assenza di prospettive di ripresa. È evidente che la riforma, sotto questo profilo, presenta incertezze applicative che rischiano di penalizzare aziende e lavoratori: le prime perché costrette a presentare richiesta di CIGS anche in assenza dei presupposti; i secondi perchè a causa delle lungaggini burocratiche rischiano di non percepire il trattamento di integrazione salariale.

Avv. Andrea Noseda - Avv. Giuseppe Del Campo