ASSUNZIONE E VISITA MEDICA PREASSUNTIVA

Il datore di lavoro può subordinare l’assunzione del lavoratore all’esito della visita medica preassuntiva, in quanto ciò equivale a porre una condizione sospensiva al contratto.

Il d.lgs. n. 106 del 03.08.2009, infatti, ha modificato l’art. 41 del testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro (d.lgs. n. 81 del 09.04.2008) inserendo la lettera e-bis al comma 2, il quale, ora, tra le visite mediche comprese nella sorveglianza sanitaria, adduce anche la visita medica preassuntiva.

Ne consegue che, qualora la visita medica avesse esito positivo, il datore di lavoro sarebbe obbligato ad assumere il dipendente dal momento che si è avverato l’evento posto come condizione.

Diversamente, potrà non assumere il prestatore di lavoro, il quale, però, potrebbe avvalersi della possibilità riconosciuta dal suddetto art. 41, comma 9 secondo il quale “avverso i giudizi del medico competente, ivi compresi quelli formulati in fase preassuntiva, è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, all’organo di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso”.

Il periodo di prova, invece, è successivo all’assunzione del dipendente e in tal caso si delinea un periodo in cui il datore di lavoro è libero di licenziare il dipendentead nutum per mancato superamento della prova.

Secondo la giurisprudenza, nel periodo di prova è illegittimo il licenziamento intimato dal datore di lavoro adducendo l’insussistenza di un requisito di idoneità che avrebbe potuto accertare in un momento precedente all’assunzione (Cass. Civ., n. 22637 del 02.12.2004).

In altre parole, se nel periodo di prova il datore può licenziare il dipendente senza addurre motivazioni, laddove il lavoratore impugnasse il recesso, il datore dovrebbe fornire delle giustificazioni che possono essere attinenti esclusivamente al mancato superamento del periodo di prova e non all’inidoneità dello stesso che poteva essere accertata in fase di visita preassuntiva.

In termini concreti, in fase preassuntiva, all’azienda conviene subordinare l’assunzione all’esito della visita medica preassuntiva perché in questo caso, a fronte di un risultato negativo, potrà non assumere il dipendente.

Non è opportuno assumere il dipendente in prova per poi licenziarlo per un’inidoneità (che si poteva accertare anzitempo con la visita) perché ci si espone al rischio di un’impugnazione per illegittimità del licenziamento.

Andrea Noseda